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Prestazione energetica degli immobili della PA
23/09/2014

Prestazione energetica degli immobili della PA

Decreto Legislativo 4 luglio 2014 n. 102: miglioramento della prestazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione da oggi già possibile con le pompe di calore ad assorbimento Robur

DECRETO LEGISLATIVO 4 luglio 2014 n. 102.
Attuazione della Direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.

I decreto di attuazione della Direttiva 2012/27/UE, che ha come obiettivo un’importante riduzione dei consumi energetici nazionali, introduce diversi temi di interesse sull’efficienza energetica.

Estratto dei punti di maggiore interesse.

Art. 3 – Obiettivo nazionale di risparmio energetico
L’obiettivo nazionale di risparmio è fissato in 20 milioni di Tep dei consumi di energia primaria, conteggiati a partire dal 2010.

Art. 5 – Miglioramento della prestazione energetica degli immobili della Pubblica Amministrazione
A partire dal 2014 dovranno essere realizzati interventi sugli immobili della PA atti a conseguire la qualificazione energetica su almeno il 3 per cento annuo della superficie coperta utile, oppure, in alternativa, che comportino una riduzione dei consumi di energia per il periodo 2014-2020 pari a 0,04 MTep.
Sono esclusi dal programma alcuni immobili, quali quelli inferiori a 500 mq (che rientreranno nel 2015, fino ad una soglia di 250 mq) e quelli soggetti a vincoli architettonici e militari.
Per gli interventi suddetti viene suggerito e favorito il ricorso alle ESCo.
Anche le Regioni e gli Enti Locali concorrono al raggiungimento degli obiettivi nazionali, con l’emanazione di provvedimenti specifici di risparmio energetico.

Art. 6 – Acquisti delle Pubbliche Amministrazioni centrali
Per l’acquisto di beni, strumenti e apparecchiature da parte della PA, da realizzarsi tramite bandi di gara, sono fissati requisiti minimi di efficienza energetica (allegato 1 del decreto), contenuti nelle specifiche tecniche del Piano di Azione Nazionale per la sostenibilità ambientale Green Public Procurament (PAN GPP). I requisiti ovviamente prevedono le classi di efficienza energetica più elevate, richiamando esplicitamente i regolamenti europei Ecodesign ed Ecolabel.

Art. 7 – Regime obbligatorio di efficienza energetica
Per conseguire gli obiettivi fissati, il decreto fa leva sullo strumento del Certificati Bianchi (TTE). Infatti, è stabilito che il meccanismo dei certificati bianchi dovrà garantire il conseguimento di un risparmio energetico al 31 dicembre 2020 non inferiore al 60% dell’obiettivo di risparmio energetico nazionale cumulato. Questo articolo darà quindi un nuovo impulso all’utilizzo dei TEE attraverso le schede già in essere, in attesa dell’emanazione di nuove altre schede attese prima della fine del corrente anno, con apposito decreto.
Viene fatta anche un’integrazione al testo del decreto relativo al Conto Termico, mettendo un limite massimo agli incentivi erogati da questo strumento. Infatti al comma 6 viene precisato che l’incentivo erogato non può eccedere, in nessun caso, il 65 percento delle spese sostenute.
Inoltre, viene eliminato un paragrafo che limitava l’acceso al CT alle imprese con reddito, quindi da ora possono accedere agli incentivi anche Onlus, Parrocchie, Enti Ecclesiastici anche privi di reddito.

Art. 8 – Diagnosi energetiche e sistemi di gestione dell’energia
Anche il tema delle diagnosi energetiche diventa di attualità. Per le grandi imprese (cioè imprese oltre i 250 dipendenti, oppure con un fatturato maggiore di 50 milioni di euro) nasce l’obbligo di effettuare una diagnosi energetica entro il 5 dicembre 2015, e successivamente ogni 4 anni.
Per le PMI, invece, la diagnosi energetica viene solo suggerita e incentivata con azioni di promozione da mettere in atto da parte del Ministero e delle Regioni, entro il 31 dicembre 2014.

Art. 14 – Servizi energetici ed altre misure per promuovere l’efficienza energetica
Viene istituito il cosiddetto “Bonus volumetrico”, cioè viene concesso un aumento della volumetria edificabile dell’edifico oggetto di costruzione o di ristrutturazione senza oneri aggiuntivi, purché si ottenga una riduzione dell’indice di prestazione energetica rispetto a quella prevista per legge, pari ad almeno in 20 percento per i nuovi edifici, e una riduzione del 10 percento dei limiti di trasmittanza per gli edifici ristrutturati. In entrambi i casi viene concessa anche una deroga sulle distanze minime tra gli edifici e dai confini di proprietà.
Viene anche introdotta una importante modifica sul tema dello scarico dei prodotti di combustione proveniente dagli impianti termici, con la rimodulazione delle casistiche possibili e delle caratteristiche tecniche degli apparecchi. Lo scarico a parete è quindi concesso alle caldaie di tipo tradizionale, in alcuni casi, alle caldaie a condensazione, in altri casi, mentre viene sempre concesso in tutti i casi agli apparecchi definiti ibridi compatti, cioè composti da caldaie a condensazione e pompe di calore.


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