GRUPPI TERMICI A CONDENSAZIONE PER IL RISCALDAMENTO DELLA CHIESA DI S. GRATA IN BERGAMO
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17.06.2009
Gruppi termici a condensazione per il riscaldamento della Chiesa di S. Grata in Bergamo
La riduzione delle spese di gestione, la riduzione della rumorosità del sistema di distribuzione dell’aria calda e la necessità di mettere a norma il vecchio locale caldaia hanno spinto ad adottare una soluzione basata su gruppi termici a condensazione modulari Robur serie Pack che offrono: alta efficienza e quindi costi minori di gestione, unità termoventilanti canalizzate a basso regime di rotazione e bassa emissione sonora e installazione esterna. Queste caratteristiche risolvono brillantemente i bisogni del cliente.
Il riscaldamento di un edificio, spesso di imponenti dimensioni, come una chiesa non è certamente un problema di semplice ed immediata risoluzione se alle dimensioni aggiungiamo una serie di altri fattori che spesso sono determinanti per la scelta del sistema di riscaldamento migliore.
Riscaldare una chiesa significa operare purtroppo in modo più o meno invasivo, su una costruzione spesso inserita nel patrimonio dei Beni Culturali, soggetta a controlli conservativi delle opere presenti e ancora più spesso contenente manufatti e opere d’arte realizzate con materiali, di dimensioni e collocazione molto diverse.
Non a tutti è forse noto che, oltre ad uno specifico decreto legislativo nazionale (DL 22/01/2004 n. 42), anche una Commissione Europea (CEN/TC 346 WG 4) sta elaborando un progetto di norma che ha come scopo quello di fornire una metodologia nella progettazione e realizzazione degli impianti di riscaldamento di edifici di pregio che, non dimentichiamolo, molto spesso sono stati pensati e realizzati senza tenere in alcun conto la presenza di un impianto di riscaldamento.
La norma europea si prefigge quindi l’obiettivo di ricercare un compromesso accettabile tra l’importanza del mantenimento dei beni culturali e delle opere presenti all’interno delle chiese e il fornire un minimo di comfort ai fedeli che vi accedono e stazionano.
Il documento europeo in elaborazione fornisce già alcuni elementi e spunti di interesse, derivati da uno studio delle situazioni esistenti e delle possibili manifestazioni di deterioramento e danneggiamento dei beni di pregio conservati.
In estrema sintesi possiamo dire che un sistema di riscaldamento universale per gli edifici ecclesiali non può esistere, in quanto ogni chiesa contiene opere di diversa fattezza, che quindi reagisce in modo diverso alla tipologia di impianto di riscaldamento utilizzato: affreschi, arazzi, dipinti su tela, opere lignee, rispondono in modo diverso alle sollecitazioni termiche dovute a movimenti d’aria e a sistemi di emissione termica a infrarossi o radianti.
Nel progetto di norma CEN vengono comunque sconsigliati sistemi di riscaldamento che potenzialmente possono arrecare rischi di danno:
• alle opere per sbilanciamenti o inappropriati livelli termici, di umidità relativa, eventuale rilascio di inquinanti e di vapore, eccessivi moti convettivi, accelerata deposizione di fumi e particolato sospeso;
• alle strutture per l’invasività dell’impianto o comunque nel caso di strutture a valore storico, archeologico o sepolcrale;
• a rischio di incendio o di deflagrazione per la presenza di combustibili.
Il metodo che viene suggerito come indicazione progettuale di massima dell’impianto di riscaldamento delle chiese è quello di inserire un sistema che preveda la minore invasività possibile dell’impianto e con un basso livello termico di emissione, che cioè preveda l’introduzione di calore a bassa temperatura (aria poco calda e a bassa velocità) oppure per mezzo di sistemi radianti a bassa temperatura localizzate nei pressi delle aree usufruite dai fedeli.
Per tradurre nella pratica quanto sopra detto, ci caliamo nella realtà del riscaldamento di una bella chiesa, quella di Santa Grata, sita in Bergamo Alta, eretta intorno al 1700.
Affrontiamo il problema del riscaldamento di questa chiesa in vantaggio : esiste già un sistema di riscaldamento ad aria calda, relativamente recente, per mezzo di un generatore d’aria calda da circa 500 kW installato in un locale adiacente la chiesa funzionante a gasolio.
La Parrocchia, dovendo sostituire il generatore vetusto, vorrebbe disfarsi anche di alcuni problemi connessi al sistema esistente:
- elevati costi di gestione, sia dovuti al combustibile, sia dovuti allo scarso rendimento del generatore;
- rumorosità proveniente dal generatore, percepita durante le funzioni religiose;
- assenza di un impianto di riscaldamento perfettamente a norma;
- sensazione di cappa di calore durante il periodo estivo.
Sulla base di quanto esistente e degli obiettivi prefissati, la ditta installatrice propone una soluzione che poi risulterà ottimale, che consiste nell’utilizzo di un gruppo di caldaie a condensazione, collegate ad una batteria ventilante canalizzata, sfruttando quanto possibile la canalizzazione esistente che sfocia all’interno della chiesa.
Le caldaie a condensazione
La scelta della tipologia di caldaie a condensazione è operata per 2 ragioni: maggiori rendimenti termici e quindi minori consumi, e temperature di esercizio, che saranno basse, per rispondere alle indicazioni sopra espresse della buona realizzazione di un riscaldamento nelle chiese.
La collocazione delle caldaie è un altro aspetto piuttosto delicato. Porle all’interno sarebbe stato problematico, dovendo mettere a norma e in sicurezza il locale adiacente la chiesa, trasformandolo in una centrale termica. Si opta quindi per dei gruppi termici a condensazione modulari Robur serie Pack inox da esterno, posizionati nella parte posteriore e poco visibile della chiesa. La ditta installatrice elabora un progetto di massima e lo sottopone alla Sovrintendenza ai Beni Culturali, ottenendo in poco tempo l’autorizzazione all’installazione del gruppo termico. La collocazione prevista consente anche di utilizzare la canna fumaria esistente.
Il sistema di distribuzione del calore
All’interno del locale adiacente alla chiesa viene rimosso il vecchio generatore d’aria calda a basamento e inserita una termoventilante canalizzabile da circa 400 kW, opportunamente dimensionata a basso numero di giri del ventilatore, per limitare al massimo la pressione sonora in uscita. La ventilante viene adattata e allacciata ai canali di mandata e ripresa esistenti, che sfociano all’interno della chiesa attraverso opportune griglie di mandata insonorizzate.
L’aria viene immessa a bassa temperatura e a bassa velocità, consentendo un riscaldamento silenzioso, ma efficace in quanto l’aria immessa dall’alto viene richiamata dalla griglia di ripresa a pavimento posta dalla parte opposta della chiesa.
L’impianto viene infine completato con un sistema di controllo elettronico che permette una sorta di free-cooling estivo : quando la chiesa in estate viene lasciata spesso chiusa, un sistema di controllo collegato a sonde di temperatura interna ed esterna e ad un sensore di pioggia, avvia nell’eventualità la ventilante (dotata di canale di aspirazione dell’aria esterna) e apre dei lucernari nella parte alta della chiesa. In questo modo l’interno della chiesa viene mantenuto costantemente ventilato e ad una temperatura pari a quella esterna.
L’intervento nel suo complesso è stato dunque poco invasivo, si sono potuti ridurre i costi di gestione del complesso grazie al miglioramento della tecnologia di produzione del calore e con l’installazione del gruppo termico esterno si sono risolte le problematiche annesse alla messa a norma del locale caldaia.
Questa era probabilmente la soluzione migliore adottabile, nel complesso, per il riscaldamento della Chiesa di S. Grata in Bergamo, soluzione che, come detto, va ricercata e valutata ogni volta nel modo più opportuno quando si affronta la realizzazione dell’impianto di riscaldamento in una chiesa con i suoi vincoli strutturali, conservativi ed estetici.
| Esigenza | Soluzione adottata |
| Riduzione delle spese di gestione (impianto vetusto) | Installazione gruppi termici a condensazione Robur |
| Rumorosità del sistema di distribuzione dell’aria calda | Installazione di unità termoventilante canalizzata a basso regime di rotazione e bassa emissione sonora, introduzione di setti fonoassorbenti sui canali di mandata e ripresa |
| Messa a norma del locale caldaia contenente vecchio generatore di calore | Posizionamento dei gruppi termici a condensazione all’esterno (versione inox) e installazione all’interno del locale tecnico della unità termoventilante |
EU 








