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La riduzione della pressione sonora

Quando si parla di unità aria/acqua per installazione esterna, assume spesso particolare rilevanza l’aspetto della pressione sonora generata dalle apparecchiature, sia per le limitazioni normative (associate sia alla differenza tra il livello di pressione sonora nell’ambiente “indisturbato” e il livello che si manifesta una volta introdotta l’apparecchiatura, sia al valore assoluto di pressione sonora) sia per possibili effetti di disturbo per gli utenti della struttura servita o per le persone comunque raggiunte dall’effetto sonoro.

La trasmissione del suono è argomento di particolare complessità e a volte anche le installazioni più insospettabili possono, specie se collocate in contesti “difficili” (contesti urbani o ricettivi dove i valori di pressione sonora devono essere particolarmente ridotti, oppure installazioni che per scelta della dislocazione delle unità sono soggette a riverbero del suono), presentare problematiche del tutto imprevedibili in fase di progettazione.

Il “rumore” è anche un fatto soggettivo, e spesso ciò che risulta in vista (o peggio, sgradito alla vista) dà l’impressione di fare un rumore inaccettabile, mentre lo stesso apparecchio nelle stesse condizioni ma che risultasse adeguatamente schermato alla vista tende a non dare questa sensazione di rumorosità.

Quindi la prima azione per la riduzione della pressione sonora, è il posizionamento di idonee barriere visive per impedire la vista diretta delle apparecchiature, secondo il principio “ciò che non si vede non fa rumore”.

Quando invece questa soluzione non fosse possibile o non fosse sufficiente il punto di partenza per un’azione efficace di riduzione della pressione sonora è la conoscenza più approfondita possibile delle caratteristiche di emissione della sorgente sonora.

Nei dati tecnici delle macchine sono resi disponibili i valori massimi di potenza sonora (Lw), misurati in conformità alla metodologia di misurazione intensimetrica prevista dalla norma EN ISO 9614:2009 e di pressione sonora (Lp) alla distanza di 5 metri in condizioni di campo libero, misura effettuata frontalmente, con fattore di direzionalità 2 (corrispondente alla sorgente posizionata su una superficie riflettente). In questo documento possiamo vedere un riepilogo dei dati per le varie tipologie di unità. A questo proposito Robur ha effettuato per le sue unità uno studio sulle emissioni acustiche in conformità alla norma EN ISO 9614:2009. 

 In questo documento vengono resi disponibili, campionati per banda d’ottava, i livelli di potenza sonora sia relativi alle superfici di riferimento della macchina (dove front è la parte priva di batteria alettata e top è la parte con il ventilatore) sia alla sommatoria sulla specifica frequenza. Lo studio è fatto sia per unità in configurazione standard, sia per unità in configurazione silenziata, la cui installazione è comunque raccomandata in presenza di situazioni anche solo presumibilmente suscettibili al problema della pressione sonora.

Questi dati sono essenziali perché il perito acustico, il cui coinvolgimento è estremamente opportuno quando si vuole avere garanzia del risultato da raggiungere, possa formulare una proposta di soluzione realmente efficace. In questo studio possiamo vedere un esempio di come la predisposizione di opportune schermature fonoassorbenti abbia permesso di ridurre la pressione sonora in modo estremamente significativo anche per un impianto piuttosto grosso, senza far fronte a spese eccessive rispetto al costo complessivo dell’intervento (e anzi realizzando un risparmio rispetto alla soluzione elettrica con equivalente pressione sonora).

Esistono in commercio una serie di accessori di insonorizzazione che permettono di intervenire sulla macchina successivamente all’installazione. Spesso questo intervento si riduce all’installazione di un silenziatore posizionato sopra il ventilatore delle unità, che risulta il punto a più alta emissione sonora. Requisiti fondamentali per l’installazione di questo apparato sono che esso non ostacoli le normali operazioni di manutenzione sulla macchina, che pertanto sia facilmente rimovibile qualora necessario, e che esso non ostacoli il flusso d’aria in uscita dalla macchina. A questo proposito va tenuto presente che normalmente silenziatori privi di setti/ogive centrali hanno una perdita di carico pressoché trascurabile, mentre i modelli che ne sono dotati vanno verificati in funzione delle caratteristiche del flusso d’aria delle unità. Ogni singola unità GAHP o GA produce un flusso d’aria pari a 11.000 m3/ora e presenta una prevalenza disponibile al ventilatore pari a 20 Pa da utilizzare sia per l'aspirazione che per lo scarico.

NOTE:
- Attenersi sempre alle normative locali o nazionali in vigore per lo specifico caso in esame.
- Nell’ottica del miglioramento continuo che da sempre guida la filosofia aziendale ogni contributo o suggerimento volto al miglioramento di questo documento è benvenuto e può essere indirizzato ai nostri specialisti.
- Tutte le parole che figurano sottolineate sono collegamenti ad altri contenuti, che non saranno quindi disponibili qualora il documento venga stampato.
- I presenti contenuti hanno carattere di indicazione tecnica. Non sono quindi da intendersi quali indicazioni esecutive e in nessun caso Robur S.p.A. potrà essere responsabile qualora queste indicazioni siano adottate senza il previo parere favorevole di un progettista abilitato, su cui ricade per legge la responsabilità delle scelte progettuali.
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